Musica, robot!


Da quando la scorsa estate ho “incontrato” per la prima volta il progetto opensource OttoDIY mi sono “scontrata” diverse volte con la difficoltà di un non addetto ai lavori che però si intestardisce a voler capire come funzionano le cose e a trovare il modo di renderle “facili”, in modo da poterle poi proporre in classe in modo tale che anche i bambini possano imparare ad interagire.

I programmi messi a disposizione precompilati per l’Arduino che è il “cervello” di Otto sono incomprensibili per dei bambini della scuola primaria, con poca esperienza di programmazione, oltretutto. Per fortuna (che potenza l’opensource!) c’è una piccola ma agguerrita comunità, e c’è un ingegnere vietnamita che si sta occupando in particolare di “tradurre” in linguaggio a blocchi le istruzioni per programmare Otto. Anche lui crede nelle potenzialità della robotica educativa, e sta lavorando per offrire ai bambini e ai ragazzi l’opportunità di provare e sperimentare grazie ad un progetto dai costi contenuti come OttoDIY.

Ho quindi installato su mBlock le estensioni con i comandi semplificati come mostra il tutorial di Hiem Phan:

…ed ecco mBlock pronto per programmare Otto utilizzando i blocchi come Scratch.

Visto che per Natale a scuola i bambini di classe quinta stanno imparando a suonare Jingle Bells, ho voluto provare a insegnare anche ad Otto la stessa melodia. Il comando è questo:

e riporta l’altezza della nota (utilizzando la notazione in inglese, utilizza le lettere) e la sua durata.

Qual è la corrispondenza fra le note sul rigo e quelle di mBlock? Eccola:

Per programmare tutta la melodia bisognerà quindi “tradurre” le note e cambiare la durata di ciascuna con quella corrispondente.

Una prima versione del codice, piuttosto lunga e ripetitiva, si presterà ad introdurre l’utilità dei loop, prima semplici e poi più complessi, dopo un’analisi dello spartito alla ricerca delle ripetizioni 😉

Cosa succederà quando a suonare in classe non sarà la maestra, né la LIM, e nemmeno il lettore CD, ma un robot?