Futuro remoto 2016

Sono di ritorno da una manifestazione importante, nella quale la Fondazione Idis-Città della Scienza ha portato in piazza del Plebiscito a Napoli per quattro giorni università, enti di ricerca, scuole, musei e imprese per la trentesima edizione di Futuro remoto.

Nove isole tematiche a disposizione per approfondire i temi di interesse, o per scoprire le ultime novità nei diversi campi dell’innovazione che vanno dall’alimentazione, alla salute, all’astrofisica, alla robotica… per la diffusione della cultura scientifica e tecnologica. Conferenze, science show, lezioni in piazza, big hack, laboratori tematici a disposizione per tutti.

La parte che come insegnante mi è piaciuta di più è stato lo spazio dedicato alle scuole, con gli alunni protagonisti nello spiegare i loro progetti con esperimenti scientifici, dimostrazioni pratiche, laboratori aperti, atelier creativi, videogiochi…

I bambini e ragazzi presenti sono stati coinvolti e motivati:

  • ad avere padronanza degli argomenti da esporre, con la necessità di rapportarsi sia con i pari che con gli adulti e di adattare di conseguenza il registro comunicativo al pubblico (una vera prova autentica, in situazione)
  • a sentirsi (orgogliosamente) unici e allo stesso tempo parte di una istituzione scolastica, in molti casi anche grazie alle magliette o alle divise che contraddistinguevano molte scolaresche
  • a conoscere altre esperienze e ad aprirsi al territorio, a riconoscere opportunità formative (e prospettive lavorative per i più grandi) offerte da enti e istituzioni ma anche dalle stesse scuole tramite proposte di gemellaggi e scambi di informazioni e idee

Abbiamo molto da imparare da questa modalità organizzativa, che valorizza le competenze dei nostri studenti e li mette in contatto con il mondo esterno alla scuola, sostiene la divulgazione scientifica, favorisce la creazione di sinergie e collaborazioni, apre all’innovazione a 360 gradi.

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